IL PAPA, L’ITALIA, LA POLITICA E LA GIUSTIZIA

Per la prima volta, dopo la caduta dello Stato Pontificio, il Papa ha fatto visita all’organo legislativo del nostro Paese, pronunciando un discorso di altissimo livello (anche politico) e di assoluta portata storica.
Stupisce la chiarezza con cui il Santo Padre riconosce il valore unico che il nostro Paese ha rappresentato e rappresenta per l’intera umanità.
Colpisce che un uomo, piegato dagli anni e dalle sofferenze, indichi con lucidità e ragionevolezza alla nostra società, così inquieta e travagliata, e ad ogni singolo cittadino di questa Nazione, un compito e una vocazione.
Commuove, inoltre, vedere che di fronte agli accorati appelli dei numerosissimi detenuti che hanno invocato pietà, Giovanni Paolo II abbia, ancora una volta accolto tale “grido” e, come Cristo, mendicante del cuore dell’uomo, abbia richiesto ai nostri governanti un segno di clemenza.
Ciò che non può passare inosservato è che, di fronte allo spettacolo di quest’uomo e di ciò che rappresenta, il Parlamento italiano, più e più volte luogo di scontri, conflitti, talvolta degenerazioni, abbia riscoperto il valore dell’unità ed il senso dell’istituzione che deve rappresentare a sè stesso ed a tutti i cittadini.
Ma di fronte a tale altissimo esempio di magistero sociale occorre porsi in posizione di effettivo ascolto: non riducendo, in alcun modo, il discorso del Santo Padre ad un puro e sterile esercizio di contrapposte retoriche di parte.
Come cittadini di questa Nazione, e come soggetti impegnati personalmente nel mondo della giustizia, sollecitiamo il Legislatore affinchè non lasci cadere le parole pronunciate dal Pontefice e s’impegni in serie riforme della giustizia che, al di là di ogni interesse di parte, tengano presente, quali fondamentali criteri, il rispetto dei diritti dell’uomo e il servizio del bene comune.
Per tale motivo apprezziamo le parole di alcuni rappresentanti della politica che, in un rinnovato spirito di riconciliazione e pacificazione sociale, si sono espressi a favore dell’indulto o dell’amnistia, quale possibile segno di clemenza invocato per l’ennesima volta dal Santo Padre e di inizio di una nuova e meno confusa “stagione della giustizia”.

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